Ricorre in questi giorni il quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, un anniversario segnato da una nuova fase di incertezza diplomatica. Il Presidente Zelensky ha avuto un lungo colloquio telefonico con Donald Trump, ribadendo la necessità che i colloqui per la pace avvengano a “livello di leader”. Nonostante il G7 abbia riaffermato il sostegno a Kiev, la posizione della Cina resta ambigua: il leader Xi Jinping, pur favorevole ai negoziati durante l’incontro con il tedesco Friedrich Merz, continua a non condannare apertamente Mosca.
In questo contesto, l’Italia sta ridefinendo il suo ruolo in Europa. La Premier Giorgia Meloni sembra aver consolidato un asse strategico con la Germania di Merz, puntando su una “cooperazione tra Stati” che mira a superare il dogma dell’unanimità nell’UE senza però abbracciare il federalismo promosso da Macron. Questo nuovo asse Roma-Berlino si concentra sulla competitività industriale e sulla revisione dei vincoli burocratici del Green Deal. Al Senato, intanto, è arrivato il via libera definitivo al nuovo Decreto Ucraina, confermando l’invio di aiuti militari e civili per tutto il 2026, nonostante le crescenti pressioni interne per una risoluzione diplomatica rapida del conflitto.