• 7 Aprile 2026

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Tradito dopo il lutto: raggiro da oltre 80mila euro, un arresto a Reggio Calabria

Mar 25, 2026 #cronaca

Reggio Calabria, tradita la fiducia nel momento più fragile: ai domiciliari per appropriazione indebita, estorsione e minacce

Indagine della Guardia di finanza svela un presunto raggiro ai danni di una persona colpita da un grave lutto: sottratti oltre 80mila euro tra immobili e gioielli

C’è una linea sottile, ma decisiva, che separa l’aiuto dalla manipolazione. Ed è proprio lungo quella linea che si muove l’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, culminata con l’esecuzione degli arresti domiciliari nei confronti di un soggetto gravemente indiziato di appropriazione indebita, estorsione e minacce.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale reggino su richiesta della Procura, rappresenta l’epilogo di un’articolata attività investigativa condotta dal Gruppo della Guardia di finanza. Un’indagine che affonda le sue radici in una denuncia presentata nel marzo 2024 e successivamente integrata nel dicembre dello stesso anno. 

Al centro della vicenda, una storia che intreccia dolore personale e presunti abusi. La persona offesa, reduce dalla perdita di entrambi i genitori, si sarebbe trovata in una condizione di particolare vulnerabilità emotiva e gestionale. Proprio in quel momento, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe entrato in scena l’indagato, presentato da una parente come figura in grado di offrire supporto nella gestione delle questioni patrimoniali. 

Da lì, sempre secondo l’impianto accusatorio che dovrà trovare conferma nelle successive fasi processuali, si sarebbe instaurato un rapporto fiduciario poi degenerato in un presunto meccanismo di spoliazione economica.

Le investigazioni, supportate da acquisizioni documentali e riscontri puntuali alle dichiarazioni della vittima, avrebbero evidenziato come l’indagato avrebbe convinto il denunciante a vendere parte del proprio patrimonio immobiliare e diversi monili di famiglia, con la motivazione di garantirgli liquidità per le esigenze quotidiane. 

Un passaggio chiave riguarda una procura speciale che la vittima avrebbe rilasciato all’indagato per la stipula di un contratto preliminare di vendita di un immobile. Attraverso questo strumento, l’indagato avrebbe incassato un acconto di 60mila euro, somma che – secondo gli investigatori – non sarebbe mai stata trasferita al legittimo proprietario. 

Ma non è tutto. Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere un ulteriore episodio risalente al periodo tra ottobre e dicembre 2023: la vendita di gioielli in oro e argento ereditati dalla madre della vittima. Anche in questo caso, il ricavato – oltre 22mila euro – sarebbe stato trattenuto dall’indagato, che avrebbe consegnato alla persona offesa appena 530 euro in contanti. 

Una ricostruzione che delinea un quadro accusatorio pesante, aggravato – sempre secondo l’ipotesi investigativa – da condotte riconducibili anche a minacce ed estorsione.

All’esito degli accertamenti, la Guardia di finanza ha dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari, accompagnata da un decreto di perquisizione domiciliare finalizzato ad acquisire ulteriori elementi a sostegno delle ipotesi di reato contestate. 

Resta ferma, come previsto dall’ordinamento, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Ma la vicenda, già nelle sue prime risultanze investigative, apre uno squarcio inquietante su una dinamica tanto subdola quanto dolorosa: quella di chi, nel momento più fragile della vita, rischia di trovarsi non di fronte a un aiuto, ma a un inganno.