• 9 Aprile 2026

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Tensione al seggio di Cosenza: cittadina contesta il governatore Roberto Occhiuto durante il voto

Mar 22, 2026 #cronaca, #news, #politica

Cosenza – Doveva essere una normale mattinata di partecipazione democratica, si è trasformata invece in un episodio di forte tensione. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, è stato contestato mentre si trovava in fila per votare al referendum sulla Giustizia presso il seggio allestito nella scuola di via Negroni, a Cosenza.

Il governatore era in attesa del proprio turno, come tutti gli altri elettori, quando una donna presente nel seggio lo ha riconosciuto e ha iniziato a rivolgergli pesanti accuse ad alta voce. La protesta, improvvisa e accesa, ha immediatamente attirato l’attenzione dei presenti, interrompendo il clima di silenzio e compostezza tipico delle operazioni di voto.

La protesta sulla sanità

Al centro delle contestazioni, i temi più sensibili della politica regionale, a partire dalla sanità. La cittadina ha attaccato frontalmente il presidente, accusandolo di aver compromesso il sistema sanitario calabrese e di stare conducendo la Regione verso una situazione sempre più critica. Parole dure, pronunciate con tono acceso, che hanno trasformato per alcuni minuti il seggio in un luogo di confronto diretto e teso.

L’intervento delle forze dell’ordine

La situazione ha rischiato di degenerare ulteriormente, ma è stata rapidamente riportata alla normalità grazie all’intervento del personale di vigilanza e delle forze dell’ordine presenti nel plesso scolastico. Gli agenti hanno provveduto a calmare la donna e a ristabilire l’ordine, evitando che l’episodio potesse sfociare in conseguenze più gravi.

Dopo l’intervento, le operazioni di voto sono riprese regolarmente. Il presidente Occhiuto ha quindi potuto esprimere la propria preferenza e lasciare il seggio senza ulteriori criticità.

Un episodio che fotografa il clima

L’accaduto, pur rientrato in breve tempo, rappresenta uno spaccato significativo del clima sociale e politico che attraversa la Calabria. Le tensioni legate ai servizi essenziali, in particolare alla sanità, emergono anche nei momenti istituzionali più delicati, come quello del voto.

Un episodio isolato, ma indicativo di un malcontento che, in alcune circostanze, trova voce in modo diretto e senza filtri, anche davanti alle urne.