L’apertura della settimana politica è dominata dalle audizioni urgenti dei ministri Tajani e Crosetto presso le Commissioni Esteri e Difesa. Al centro del dibattito, l’improvvisa escalation militare tra gli Stati Uniti, Israele e l’Iran, che sta trascinando il Medio Oriente in un conflitto su larga scala. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha lanciato un monito severo: l’attuale architettura normativa italiana per le missioni internazionali è obsoleta di fronte a minacce missilistiche dirette e attacchi ibridi. Secondo Crosetto, l’Italia deve prepararsi a scenari di difesa attiva mai considerati prima, poiché la gittata degli ordigni di Teheran mette potenzialmente a rischio le basi nel Mediterraneo.
Contemporaneamente, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che il governo sta monitorando costantemente la sicurezza degli italiani nell’area. È già pronto un piano di evacuazione lampo che potrebbe scattare “entro poche ore” qualora la situazione dovesse degenerare ulteriormente. La diplomazia italiana cerca di mantenere un difficile equilibrio, invocando il dialogo per evitare un’interruzione dei flussi energetici, ma la pressione degli alleati NATO per un coinvolgimento più attivo nella protezione delle rotte marittime nel Golfo Persico si fa sempre più asfissiante. La Presidente Meloni, pur restando prudente, ha ribadito la necessità di “fermezza e unità” della coalizione di governo in un momento in cui l’economia europea rischia un nuovo shock energetico a causa delle tensioni con i partner commerciali di Teheran, inclusi Cina e Russia.
Il clima a Palazzo Chigi è di massima allerta: la sicurezza nazionale non è più solo una questione di confini, ma di proiezione internazionale. In serata, Meloni parteciperà a un evento celebrativo per gli ottant’anni del voto alle donne, un momento di “tregua” istituzionale che però non nasconde la tensione per un dossier internazionale che potrebbe ridefinire le priorità della legge di bilancio e degli investimenti militari nei prossimi mesi.