• 12 Aprile 2026 0:35

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Selfie con Meloni, poi la sorpresa: «Io però voto no» – il video del diciottenne diventa virale

Mar 22, 2026 #news, #politica

ROMA – Un gesto semplice, quasi ordinario, che si trasforma in pochi secondi in un piccolo caso mediatico. Un selfie con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, poi la frase inattesa: «Io però al referendum voto no». È bastato questo per accendere il dibattito social e trasformare un momento informale in un episodio simbolico della campagna referendaria.

Protagonista è Filippo Moini, diciottenne, che dopo aver chiesto alla premier una foto ricordo, ha attivato la registrazione video proprio durante lo scatto. Un dettaglio che cambia completamente il senso dell’incontro: da semplice selfie a dichiarazione pubblica, diretta e spiazzante.

Il video, ripubblicato su TikTok dalla fidanzata Benedetta Sommaruga, ha fatto rapidamente il giro della rete, raccogliendo visualizzazioni e commenti, tra chi lo considera un gesto di coraggio civico e chi lo interpreta come una provocazione costruita.

Colpisce, nel breve filmato, la reazione della presidente del Consiglio. Un attimo di sorpresa, inevitabile, seguito però da una risposta che riporta il confronto su un piano istituzionale: «È la democrazia». Una frase asciutta, ma significativa, che riconosce il diritto al dissenso anche in un contesto personale e informale.

L’episodio arriva nelle ore cruciali del referendum sulla giustizia, mentre il Paese è chiamato alle urne per esprimersi su una riforma che divide l’opinione pubblica. E in questo contesto, il gesto del giovane assume un valore che va oltre la semplice viralità.

È il segno di una partecipazione che passa anche dai linguaggi delle nuove generazioni, dove i social diventano spazio di espressione politica immediata, diretta, senza mediazioni. Un terreno in cui il confine tra comunicazione e attivismo si fa sempre più sottile.

Allo stesso tempo, il video restituisce uno spaccato interessante del clima democratico: un confronto, seppur improvviso, tra cittadino e rappresentante delle istituzioni, gestito senza tensioni e ricondotto a una cornice di legittimità reciproca.

In pochi secondi, uno smartphone ha raccontato molto più di un semplice incontro. Ha raccontato una generazione che prende parola, una politica che si confronta, e una democrazia che, anche nei gesti più imprevisti, continua a vivere.