Una notizia fragorosa scuote il Regno Unito e i palazzi del potere internazionale. L’ex ministro britannico ed ex ambasciatore negli Stati Uniti, Sir Peter Mandelson, è stato arrestato a Londra nell’ambito dei nuovi sviluppi dell’inchiesta infinita sul caso di Jeffrey Epstein. Secondo quanto trapelato da Scotland Yard, l’arresto sarebbe avvenuto in seguito al ritrovamento di oltre 6.000 email scambiate con il finanziere americano e alla rivelazione di presunti segreti di Stato che Mandelson avrebbe condiviso illegalmente. Dopo nove ore di serrato interrogatorio, l’uomo politico è stato rilasciato su cauzione, ma la sua posizione resta estremamente delicata.
L’indagine sembra aver preso nuovo vigore grazie a una mole di documenti declassificati che stanno facendo tremare l’establishment britannico, coinvolgendo figure di altissimo profilo. Il governo guidato da Keir Starmer ha promesso la massima trasparenza, annunciando che pubblicherà a breve tutte le comunicazioni rilevanti per fare chiarezza su eventuali favori politici o coperture. Mandelson ha rispedito al mittente ogni accusa, definendole “fake news prive di fondamento”, ma l’opinione pubblica britannica è in fermento. Questo nuovo capitolo della vicenda Epstein dimostra come la rete di contatti del defunto finanziere continui a produrre onde d’urto capaci di travolgere carriere politiche decennali.