• 9 Aprile 2026 17:19

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Sanità in Calabria, la svolta nei piccoli centri: prenotazioni anche negli uffici postali

Apr 9, 2026 #news

CATANZARO – Un passo concreto verso una sanità più accessibile e diffusa sul territorio. Da oggi, in Calabria, le prenotazioni delle prestazioni sanitarie potranno essere effettuate direttamente in 390 uffici postali, distribuiti nelle province di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria.

L’estensione del servizio, annunciata da Poste Italiane, arriva dopo i riscontri positivi della fase sperimentale e si inserisce nel più ampio progetto “Polis”, che punta a trasformare gli uffici postali – soprattutto nei piccoli comuni – in veri e propri presìdi di servizi pubblici.

Il nuovo sistema, fortemente sostenuto dalla Regione Calabria in sinergia con l’Azienda per il governo della sanità regionale (Azienda Zero), rappresenta un tassello strategico nel percorso di rafforzamento dell’accesso alle cure, tema cruciale in un territorio storicamente segnato da criticità logistiche e carenze infrastrutturali.

Il servizio sarà attivo negli uffici postali situati nei comuni con meno di 15mila abitanti, un elemento tutt’altro che secondario: è proprio in queste aree che si concentrano le maggiori difficoltà per i cittadini, spesso costretti a lunghi spostamenti anche solo per prenotare una visita o un esame.

Da oggi, invece, basterà recarsi allo sportello per prenotare, modificare o aggiornare appuntamenti sanitari già fissati, con un costo contenuto di 2,15 euro.

L’obiettivo è chiaro: avvicinare la sanità ai cittadini, riducendo tempi, distanze e disagi burocratici. Un modello che prova a rispondere in modo pragmatico a una delle principali emergenze del sistema sanitario calabrese: l’accessibilità.

In una regione dove il diritto alla salute si misura spesso con la geografia, l’ingresso degli uffici postali nella rete dei servizi sanitari rappresenta un cambio di paradigma. Non solo digitalizzazione, ma presenza fisica capillare, soprattutto nei territori più fragili.

La sfida, ora, sarà verificare l’impatto reale di questa misura: se riuscirà davvero a ridurre le liste d’attesa e a semplificare il rapporto tra cittadini e sistema sanitario, potrà diventare uno dei modelli replicabili più significativi nel percorso di modernizzazione della sanità regionale.