• 4 Marzo 2026

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Reggio, Battaglia torna in campo: primarie il 15 marzo contro Canale e Muraca

Feb 28, 2026 #politica, #reggio

Reggio Calabria

Mimmo Battaglia ci riprova. A dodici anni dalla sfida interna del 2014 contro Giuseppe Falcomatà, persa per pochi voti, l’attuale sindaco facente funzioni si ricandida alle primarie del centrosinistra in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio a Reggio Calabria.

Il 15 marzo sarà di nuovo tempo di gazebo. Battaglia è candidato unico del Partito Democratico, ma non sarà solo nella competizione: a sfidarlo ci saranno Massimo Canale, espressione di Onda Orange, e Giovanni Muraca, approdato a Casa Riformista – Italia Viva dopo la rottura con il Pd seguita alle Regionali.

Il ritorno e il peso della storia

Dodici anni fa la competizione fu anche uno scontro simbolico tra due eredità politiche: da un lato Piero Battaglia, sindaco democristiano protagonista della rivolta del 1970; dall’altro Italo Falcomatà, volto della “primavera reggina” che guidò la città per quasi quindici anni. Oggi gli equilibri sono mutati, ma la memoria di quella stagione resta sullo sfondo.

Circondato dai vertici del Pd regionale e locale, dalla segretaria cittadina Valeria Bonforte al segretario provinciale Peppe Panetta, Battaglia ha depositato la candidatura rivendicando l’unità del partito attorno al suo nome. «Sono diventato il punto di sintesi di queste primarie», ha dichiarato, parlando di un “terzo tempo” per la città dopo dodici anni di governo.

I risultati rivendicati

Il candidato dem punta sull’esperienza amministrativa. «Abbiamo preso una città in macerie e l’abbiamo portata ai tavoli nazionali», afferma. Al centro del bilancio politico il risanamento finanziario: pagamenti in tre giorni, fine dei pignoramenti, conti stabilizzati. Un riferimento diretto agli anni in cui, come ricorda il segretario regionale del Pd Nicola Irto, «entravano gli ufficiali giudiziari a pignorare beni di Palazzo San Giorgio».

Battaglia insiste su una “politica del fare”, contrapposta alla “politica urlata”. L’obiettivo dichiarato è proiettare Reggio nel Mediterraneo e nell’area dello Stretto con una visione strutturata, non solo simbolica.

Il confronto con la destra

Le primarie vengono presentate come un test politico nazionale: pochi capoluoghi andranno al voto e i riflettori, sostiene il Pd, saranno puntati su Reggio. Irto rivendica la scelta delle primarie come metodo democratico, in contrapposizione a decisioni calate dall’alto.

Giuseppe Falcomatà, oggi consigliere regionale, sostiene apertamente Battaglia e attacca il centrodestra e Forza Italia, accusandoli di aver riscoperto l’amore per la città solo ora. «Mentre altri vogliono scavare tunnel, noi abbiamo portato la città fuori dal tunnel», afferma.

I nodi programmatici

Tra i temi concreti citati da Battaglia ci sono il ripristino delle Circoscrizioni – con un fabbisogno stimato in tre milioni di euro – e il capitolo aeroporto, con un passaggio polemico sulla gestione regionale. Il candidato dem annuncia inoltre un “secondo tempo” di dialogo con civici e forze alternative al centrodestra per costruire una coalizione più ampia dopo il voto del 15 marzo.

La partita è aperta. Le primarie non saranno solo un confronto interno, ma il primo vero banco di prova di una campagna elettorale che si annuncia ad alta tensione. A Reggio Calabria il centrosinistra cerca la sintesi; il centrodestra prepara la controffensiva. E il 15 marzo sarà il primo verdetto.