Oggi, 24 febbraio 2026, ricorre il drammatico quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. In tutto il Paese il silenzio delle commemorazioni si è intrecciato con il fragore dei combattimenti che non accennano a placarsi lungo il fronte orientale. Il Presidente Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio carico di emozione rivolto alla nazione e al Parlamento Europeo, ha ribadito la resilienza del suo popolo nonostante un inverno particolarmente rigido che ha messo a dura prova le infrastrutture energetiche. Zelensky ha lanciato un appello accorato per accelerare l’integrazione europea, fissando il 2027 come l’anno obiettivo per l’adesione formale dell’Ucraina all’UE.
Mentre a Kiev si onorano le migliaia di vittime, sul piano internazionale la diplomazia appare ancora bloccata. L’Unione Europea resta divisa sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, mentre l’Italia, attraverso una nota di Palazzo Chigi, ha rinnovato la sua piena solidarietà militare e umanitaria. La situazione umanitaria resta critica: secondo l’UNHCR, oltre 10 milioni di ucraini necessitano ancora di assistenza immediata. La giornata di oggi non è dunque solo una ricorrenza, ma il simbolo di un conflitto che ha cambiato permanentemente gli equilibri geopolitici del continente, lasciando aperta la ferita di una pace che appare ancora lontana.