Una maxi-operazione internazionale ha colpito un sistema di riciclaggio legato alla ‘ndrangheta e alla camorra. Gli inquirenti hanno smantellato una rete che reinvestiva i proventi del traffico di cocaina in Costa Azzurra attraverso società fittizie e fatturazioni false. Sono stati sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro, inclusi contanti e criptovalute. L’indagine conferma il ruolo centrale dei clan calabresi, in particolare della cosca Morabito, nel controllo dei flussi finanziari illeciti verso i mercati immobiliari e di lusso all’estero. Tra gli arrestati ci sono anche Mario Papale e il figlio Giuseppe, il primo arrestato a Marsiglia e l’altro a Como, tra le sette persone (quattro prese in Francia e le altre in Italia) arrestate nell’ambito dell’indagine condotta dalle autorità francesi, italiane e svizzere, coordinate da Eurojust ed Europol. L’inchiesta infatti documenta gli investimenti all’estero del clan Ascione-Papale di Ercolano (Napoli) e anche della cosca Morabito di Africo (Reggio Calabria).
Eseguito anche un sequestro di beni milionario. L’indagine ha fatto luce anche su una rete di riciclaggio di denaro gestita da un gruppo criminale dedito al traffico di cocaina dal Sudamerica all’Europa.