• 9 Aprile 2026

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‘Ndrangheta, confisca da oltre 6 milioni: colpito sistema di imprese e corruzione negli appalti pubblici’

Apr 9, 2026 #cronaca

Un duro colpo ai patrimoni riconducibili alla criminalità organizzata arriva dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria, che ha eseguito un provvedimento di confisca per un valore stimato superiore ai 6 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori società, immobili e disponibilità finanziarie ritenute riconducibili a un articolato sistema illecito legato agli appalti pubblici. 

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia, rappresenta uno sviluppo delle indagini già emerse nell’inchiesta denominata “Inter Nos”, conclusa nel 2021 dal Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria. Un filone investigativo che aveva già acceso i riflettori su un sistema strutturato di corruzione e infiltrazione mafiosa nel tessuto economico. 

Al centro dell’inchiesta la figura di un imprenditore ritenuto protagonista di un vero e proprio “cartello d’imprese”, finalizzato a pilotare l’assegnazione di appalti pubblici, in particolare nel settore delle pulizie e delle sanificazioni. Secondo quanto emerso, il sistema si fondava su una corruzione seriale e sistematica di funzionari pubblici, con l’obiettivo di eliminare ogni forma di concorrenza e conquistare il monopolio del mercato. 

Le indagini hanno inoltre documentato la creazione di una “cassa comune” tra imprenditori, alimentata con contributi destinati sia alla corruzione dei pubblici ufficiali sia al pagamento delle cosche di ’ndrangheta attive nei territori di Africo e Melito Porto Salvo. Un passaggio chiave per poter operare nelle aree sotto influenza criminale, consolidando un legame diretto tra economia legale e organizzazioni mafiose. 

Il sistema, secondo gli inquirenti, sarebbe proseguito anche dopo il pensionamento di alcuni funzionari coinvolti, nella prospettiva di continuare a esercitare influenza sui nuovi apparati amministrativi, anche attraverso meccanismi di proroga degli appalti. 

Alla luce degli elementi raccolti e delle risultanze patrimoniali, il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione misure di prevenzione – ha disposto la confisca dell’intero compendio aziendale di una società cooperativa, delle quote di una società a responsabilità limitata operanti nel settore delle pulizie, oltre a un immobile e a disponibilità finanziarie riconducibili al circuito illecito. 

Un’operazione che si inserisce nella più ampia strategia di contrasto ai patrimoni mafiosi, colpendo direttamente i circuiti economici che alimentano e sostengono il potere delle organizzazioni criminali. La partita, tuttavia, resta aperta: gli elementi raccolti dovranno ora trovare piena conferma nelle successive fasi giudiziarie.