• 5 Aprile 2026

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Muore dopo le dimissioni dal Pronto soccorso: esposto della famiglia nel Vibonese. Disposta l’autopsia

Apr 4, 2026 #cronaca

VIBO VALENTIA – Una morte che solleva interrogativi pesanti e che ora sarà oggetto di accertamenti giudiziari. Antonino Cavallaro, 70 anni, è deceduto la mattina del primo aprile nella sua abitazione di Dinami, a pochi giorni da un accesso al Pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia. I familiari hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri, chiedendo di fare piena luce su quanto accaduto.

Secondo quanto ricostruito nella denuncia, l’uomo – cardiopatico – si era recato in ospedale il 28 marzo lamentando difficoltà respiratorie che perduravano da almeno due giorni. Dopo circa due ore trascorse al Pronto soccorso, durante le quali sarebbe stato sottoposto ad alcuni accertamenti, Cavallaro era stato dimesso e aveva fatto ritorno a casa.

Nei giorni successivi, però, le sue condizioni sarebbero progressivamente peggiorate. Ai problemi respiratori si sarebbero aggiunti gonfiori diffusi, sintomi che – secondo i familiari – avrebbero potuto indicare una compromissione di natura cardiaca. Il primo aprile, non riuscendo a mettersi in contatto con lui, i parenti si sono recati nella sua abitazione, trovandolo senza vita.

Cavallaro viveva da solo, non era sposato e non aveva figli. In paese era molto conosciuto: per anni aveva gestito un bar, diventando un punto di riferimento per la comunità locale. Per il 15 aprile aveva già programmato un controllo specialistico a Roma, proprio per monitorare la sua patologia cardiaca.

Al centro dell’esposto presentato ai carabinieri di Dinami ci sono i dubbi sulla gestione clinica del paziente durante l’accesso al Pronto soccorso. La famiglia ipotizza, in particolare, l’assenza di accertamenti diagnostici più approfonditi – soprattutto in ambito cardiologico – e la mancata valutazione di un eventuale ricovero.

Il legale dei familiari, l’avvocata Anna Barone, ha già avviato le prime iniziative formali, chiedendo il sequestro della cartella clinica e annunciando la nomina di un consulente medico-legale in vista dell’autopsia. “Andremo fino in fondo per accertare se vi siano state negligenze nella gestione del paziente”, ha dichiarato.

Sarà ora l’autorità giudiziaria, anche attraverso gli esami autoptici e le consulenze tecniche, a stabilire se vi siano state eventuali responsabilità o se il decesso sia riconducibile a un’evoluzione imprevedibile del quadro clinico. Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il tema delicato della gestione delle emergenze sanitarie e della valutazione dei pazienti fragili nei Pronto soccorso.