
La Calabria agricola conta i danni dopo l’ennesima ondata di maltempo che ha colpito duramente il territorio regionale. A lanciare l’allarme è Coldiretti Calabria, che in una nota ufficiale parla di oltre 3.000 ettari devastati, di cui 900 completamente sommersi nella sola Sibaritide a seguito dell’esondazione del Fiume Crati.
Un bilancio pesantissimo che fotografa una situazione drammatica soprattutto in provincia di Cosenza. Le aree più colpite sono quelle di Corigliano-Rossano – in particolare le contrade Ministalla, Thurio e Foggia – e Cassano allo Ionio, con le zone dei Laghi di Sibari e Lattughelle trasformate in un’unica distesa d’acqua. Criticità rilevanti si registrano anche nella pianura di Tarsia e a Santa Sofia d’Epiro.
Campi sommersi, aziende isolate
Interi appezzamenti risultano ancora impraticabili. Le colture invernali sono state compromesse dall’acqua stagnante, mentre serre e frutteti hanno subito danni a causa delle raffiche di vento e delle precipitazioni intense. In diversi casi si segnalano abitazioni rurali allagate, strutture aziendali lesionate e viabilità poderale interrotta, con aziende agricole rimaste temporaneamente isolate.
Non si tratta solo di raccolti perduti, ma di un sistema produttivo messo sotto pressione. L’esondazione del Crati ha riportato alla luce la fragilità idrogeologica di un’area strategica per l’agricoltura calabrese, cuore produttivo di agrumi, ortaggi e colture cerealicole.
Danni estesi in tutta la regione
Le criticità non si limitano al Cosentino. Dalla fascia tirrenica all’area lametina, fino al Vibonese e alla Piana di Gioia Tauro, si registrano frane, smottamenti e danni alle infrastrutture rurali. Il maltempo ha colpito serre e impianti produttivi anche nel Catanzarese e nel Crotonese.
Coldiretti sta proseguendo la ricognizione attraverso le sedi territoriali per quantificare con maggiore precisione l’entità economica delle perdite. La richiesta è chiara: misure straordinarie e tempi rapidi per il riconoscimento dello stato di calamità, indispensabili per sostenere imprese già provate dall’aumento dei costi energetici e dalle difficoltà di mercato.
Una ferita economica e sociale
In Calabria l’agricoltura non è solo produzione: è presidio del territorio, manutenzione ambientale, identità. Ogni ettaro sommerso rappresenta lavoro, investimenti, famiglie. E in un contesto segnato da eventi climatici sempre più estremi, la gestione del rischio idrogeologico diventa questione strutturale, non più emergenziale.
Il conto definitivo arriverà nelle prossime settimane. Ma il quadro è già evidente: il maltempo ha lasciato un segno profondo nei campi calabresi, e ora si apre la fase più delicata, quella della ricostruzione e del sostegno concreto alle aziende agricole.