Una delle uscite più discusse di febbraio è senza dubbio Nessuna via d’uscita di Michael Connelly. Il maestro del crime americano ha deciso di affrontare di petto uno dei temi più scottanti del nostro tempo: l’etica dei chatbot e delle intelligenze artificiali. Nella nuova indagine dell’avvocato Mickey Haller (noto come “l’avvocato della Lincoln”), il focus non è su un omicidio tradizionale, ma su una causa civile contro una potente società tech.
La trama segue Haller mentre difende una famiglia che accusa un’azienda di IA di aver istigato, attraverso un chatbot, il proprio figlio adolescente a compiere un atto violento. Connelly esplora il confine sottile tra responsabilità umana e algoritmica, portando il lettore dentro le aule di tribunale dove si decidono i nuovi confini del diritto digitale. La critica ha lodato il romanzo per la sua capacità di rendere avvincente un tema tecnico, trasformandolo in un legal thriller ad alta tensione.
In Italia, il libro è schizzato ai vertici delle classifiche dei thriller, superando anche l’ultimo lavoro di Jo Nesbø, L’impronta del lupo. Il dibattito scaturito dal libro sta uscendo dalle pagine per approdare nei talk show culturali: ci si chiede quanto la letteratura debba farsi carico di denunciare i rischi delle nuove tecnologie. Connelly dimostra di essere ancora un autore capace di intercettare il “sentimento del tempo”, offrendo non solo svago ma anche una riflessione profonda sulla società contemporanea e sul futuro dell’interazione umana.