Sul lato innovazione il 2026 sorride, lato portafoglio la situazione è più complessa. Una combinazione di fattori sta portando a quello che gli analisti definiscono il “RAMaggedon”: un’impennata dei costi dei componenti che sta frenando l’entusiasmo per i nuovi acquisti.
L’intelligenza artificiale “mangia” la DRAM
Il colpevole principale è l’espansione dei data center per l’IA generativa. I giganti del cloud stanno acquistando massicciamente memorie HBM e DDR5, togliendo ossigeno alla produzione destinata ai PC consumer.
- Prezzi alle stelle: Un kit da 64GB di DDR5-6000 ha toccato a febbraio 2026 prezzi vicini ai 600€, rendendo proibitivo l’assemblaggio di PC desktop di fascia alta.
- Laptop più cari: Produttori come HP e Lenovo hanno confermato che i costi delle memorie (DRAM e NAND) rappresentano ormai il 35% del costo totale di un notebook, contro il tradizionale 18%.
Il paradosso delle GPU
Anche il mercato delle schede video ne risente. NVIDIA e AMD hanno rivisto al rialzo i prezzi delle serie RTX 50 e RX 8000 (appena lanciate) del 10-15%. Molti utenti stanno posticipando l’aggiornamento del sistema, preferendo ottimizzare l’hardware attuale tramite software di upscaling o rivolgendosi al mercato dell’usato per le memorie, che paradossalmente tengono meglio il valore rispetto al passato.
In sintesi: cosa conviene fare?
Se hai bisogno di un laptop per lavoro che duri molti anni, i nuovi Intel Core Ultra Serie 3 (o i rivali AMD Ryzen AI 400) offrono un salto di qualità netto. Se invece stai pensando di assemblare un PC gaming fisso, il consiglio attuale è di attendere il secondo trimestre sperando in una stabilizzazione dei prezzi delle memorie.