
La stretta sulle visite fiscali nel secondo semestre 2025 non riguarda solo i grandi centri del Nord, ma investe anche il Mezzogiorno e, in particolare, la Calabria. I dati nazionali dell’Osservatorio sul Polo unico di tutela della malattia mostrano un aumento delle verifiche ispettive e un andamento altalenante dei certificati tra terzo e quarto trimestre, con effetti che incidono direttamente anche sul tessuto produttivo e amministrativo calabrese.
Il contesto regionale
La Calabria presenta storicamente due elementi strutturali che rendono il tema particolarmente sensibile
alta incidenza di lavoro pubblico rispetto alla media nazionale
tessuto imprenditoriale composto prevalentemente da micro e piccole imprese
In un sistema economico fragile, l’impatto delle assenze per malattia può avere conseguenze più marcate rispetto ad altre regioni con maggiore densità industriale.
Terzo trimestre, calo estivo delle assenze
Nel terzo trimestre 2025, a livello nazionale, i certificati sono diminuiti del 6,3 per cento. Anche in Calabria, secondo le dinamiche osservate negli anni precedenti, il periodo estivo tende a registrare una fisiologica riduzione delle giornate di malattia, legata sia alla stagionalità sia alla minore incidenza delle patologie influenzali.
Parallelamente, però, le visite fiscali sono aumentate del 5,8 per cento su base annua nel trimestre, segnale che l’Inps ha intensificato i controlli anche nei territori meridionali.
Quarto trimestre, aumento dei certificati
Nel quarto trimestre si registra a livello nazionale un incremento del 9,5 per cento dei certificati e una crescita delle giornate di malattia sia nel privato sia nel pubblico.
In Calabria, dove la componente pubblica, tra sanità, enti locali e scuola, ha un peso rilevante sull’occupazione complessiva, l’aumento delle verifiche nel settore pubblico, cresciute del 10,4 per cento a livello nazionale nel quarto trimestre, rappresenta un dato politicamente e amministrativamente significativo.
Non si tratta solo di numeri. Significa maggiore pressione ispettiva su comparti strategici per l’erogazione dei servizi ai cittadini.
Impatto su imprese e pubblica amministrazione calabrese
Per le piccole imprese calabresi, soprattutto nei settori commercio, edilizia e servizi, l’assenza di personale può generare effetti immediati sull’operatività. L’incremento delle visite fiscali mira a garantire correttezza e ridurre eventuali abusi, ma comporta anche una maggiore rigidità procedurale.
Nel pubblico impiego, invece, la crescita dei controlli può essere letta come un tentativo di riequilibrare la percezione, spesso oggetto di dibattito politico, tra diritto alla tutela sanitaria e contrasto all’assenteismo.
Un equilibrio delicato
La Calabria, con un reddito medio inferiore alla media nazionale e un mercato del lavoro ancora fragile, vive il tema delle assenze per malattia in una dimensione complessa.
Da un lato vi è la necessità di tutelare lavoratori spesso impiegati in condizioni non sempre ottimali.
Dall’altro emerge l’esigenza di garantire efficienza nella spesa pubblica e continuità nei servizi.
La crescita del 3,7 per cento delle visite fiscali nel semestre indica che la linea dell’Inps è chiara, controlli più frequenti e mirati.
Resta ora da verificare, con la pubblicazione dei dati territoriali disaggregati, quale sia l’incidenza effettiva in Calabria rispetto alla media nazionale e se il rafforzamento delle verifiche produrrà una riduzione strutturale delle giornate di malattia nel 2026.