• 4 Marzo 2026

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Il Tribunale di Roma riporta Antonio Seminario alla guida del Goi

Feb 23, 2026 #news

Colpo di scena ai vertici del Grande Oriente d’Italia. Con un’ordinanza collegiale depositata il 22 febbraio 2026, il Tribunale di Roma ha riportato Antonio Seminario alla guida della principale obbedienza massonica italiana, ribaltando la sospensione che lo aveva di fatto congelato lo scorso ottobre.

Una decisione che riaccende lo scontro interno e segna un nuovo capitolo nella battaglia legale scaturita dalle controverse elezioni del marzo 2024.

Il nodo delle 248 schede contestate

Il collegio giudicante capitolino ha ritenuto legittima l’esclusione di 248 schede considerate irregolari perché prive del talloncino antifrode previsto dal regolamento interno dell’associazione.

Secondo quanto si legge nell’ordinanza, la mancata rimozione del numero identificativo avrebbe potuto compromettere il principio di segretezza del voto, elemento strutturale di qualsiasi procedura elettiva. Un vizio formale che, per i giudici, assume rilievo sostanziale proprio in ragione della tutela dell’anonimato degli elettori.

Da qui il ripristino della proclamazione di Antonio Seminario come Gran Maestro del Goi, superando la sospensione disposta il 25 ottobre 2024 che aveva riaperto la contesa e generato mesi di tensione ai vertici della massoneria italiana.

Le elezioni del 3 marzo 2024 e il ricorso di Taroni

Il contenzioso trae origine dalla consultazione del 3 marzo 2024, tra le più controverse nella storia recente dell’obbedienza.

Al termine dello scrutinio, il candidato romagnolo Leo Taroni risultava in vantaggio numerico. Tuttavia, la commissione elettorale nazionale aveva escluso 248 schede giudicate non conformi al regolamento interno, modificando così l’esito finale e attribuendo la vittoria ad Antonio Seminario, espressione della massoneria calabrese e originario di Corigliano-Rossano.

L’annullamento delle schede aveva spinto Taroni a rivolgersi alla magistratura ordinaria, aprendo un procedimento civile che ora conosce un nuovo sviluppo ma non una conclusione definitiva. Secondo quanto trapela, lo stesso Taroni avrebbe già preannunciato ulteriori iniziative legali.

Il quadro resta dunque giuridicamente dinamico: l’ordinanza del Tribunale di Roma produce effetti immediati sul piano associativo, ma la vicenda potrebbe non essere chiusa sul versante processuale.

Il profilo di Antonio Seminario

Antonio Seminario è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 6 aprile 2024. Nato a Crosia (Cosenza) il 5 febbraio 1958, vive a Rossano.

Iniziato nel 1986 nella loggia Luigi Minnicelli n. 972, è attivo nella loggia Francesco Galasso n. 1269, di cui è stato tra i fondatori e Maestro Venerabile. Nel corso della sua carriera massonica ha ricoperto incarichi di rilievo: Grande Ufficiale del Goi, presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria, Primo Gran Sorvegliante e, fino al 6 aprile scorso, Gran Maestro Aggiunto.

Appartenente al Rito Scozzese Antico e Accettato, è sposato e padre di due figli. Ha frequentato Economia all’Università di Salerno prima di dedicarsi all’attività imprenditoriale nei settori petrolio, gas ed energia. Attualmente opera in Calabria come consulente d’impresa.

Una partita che resta aperta

La decisione del Tribunale di Roma riporta formalmente Seminario al vertice dell’istituzione, ma non spegne le tensioni interne né chiude il capitolo giudiziario.

In gioco non c’è soltanto un risultato elettorale, ma l’equilibrio tra autonomia associativa e controllo di legittimità da parte della magistratura ordinaria. Un equilibrio delicato che, ancora una volta, si colloca al crocevia tra diritto civile e governance interna di una delle organizzazioni più influenti e discusse del panorama italiano.