Domenico Caliendo, il bambino di due anni tragicamente scomparso dopo un trapianto di cuore fallito, sta scuotendo profondamente l’opinione pubblica e la sanità italiana. Le indagini, condotte dalla Procura di Napoli e dai Carabinieri del NAS, stanno portando alla luce una catena di presunti errori organizzativi e medici tra Napoli e Bolzano.
L’agonia e il decesso
Domenico è deceduto sabato 21 febbraio 2026 all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo due mesi di coma. La tragedia ha avuto inizio il 23 dicembre 2025, giorno dell’intervento chirurgico. Il cuore destinato a lui, proveniente dall’ospedale di Bolzano, sarebbe arrivato a Napoli “compromesso” a causa di una cattiva conservazione durante il trasporto.
Gli indagati e i capi d’accusa
Con la morte del bambino, la posizione dei sanitari coinvolti si è aggravata:
- 7 indagati al Monaldi: Attualmente risultano iscritti nel registro degli indagati sette sanitari dell’ospedale napoletano (sei medici e una dirigente).
- L’accusa: L’ipotesi di reato è passata da lesioni colpose gravissime a omicidio colposo. Tuttavia, l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha chiesto di valutare l’ipotesi più grave di omicidio volontario con dolo eventuale.
- Sequestri: I NAS hanno sequestrato i cellulari dei medici e la salma del piccolo per l’esame autoptico, fondamentale per stabilire l’esatta causa del decesso.
I nodi cruciali dell’inchiesta
L’indagine si concentra su tre momenti critici che avrebbero determinato il fallimento del trapianto:
1. Il “cuore bruciato” dal ghiaccio
Secondo le prime ricostruzioni, il cuore sarebbe stato trasportato in un comune box frigo non adeguato. È emerso che, per compensare la scarsità di ghiaccio a Bolzano, sarebbe stato utilizzato del ghiaccio secco o comunque una quantità eccessiva di ghiaccio a diretto contatto con l’organo, causandone il congelamento. Testimonianze shock riportano tentativi disperati di “scongelare” l’organo con acqua tiepida e calda prima del trapianto.
2. L’ispezione a Bolzano
Il 24 febbraio 2026, i NAS di Trento si sono recati all’ospedale di Bolzano per acquisire gli elenchi del personale coinvolto nell’espianto. Si indaga su:
- Mancanza di sacche e contenitori idonei.
- Drenaggio insufficiente durante la perfusione dell’organo.
- Fornitura del ghiaccio non idoneo in sala operatoria.
3. La gestione al Monaldi
Gli inquirenti stanno verificando se l’equipe di Napoli abbia agito correttamente una volta constatato lo stato dell’organo. Un punto critico riguarda il diario di perfusione: l’avvocato della famiglia ne ha denunciato l’assenza iniziale dalla cartella clinica, documento essenziale per capire quando esattamente il cuore originario di Domenico sia stato rimosso.
La Fondazione Domenico Caliendo
Nonostante il dolore, la mamma di Domenico, Patrizia, ha annunciato la nascita di una Fondazione intitolata al figlio. L’obiettivo è duplice:
- Ottenere giustizia e verità su quanto accaduto.
- Sostenere le famiglie che affrontano percorsi di trapianto e combattere i casi di malasanità affinché “non accada mai più a nessun altro bambino”.”Domenico è diventato il figlio di tutti. Ora la nostra battaglia è per la verità ha detto Patrizia Mercolino, madre di Domenico.