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Grandi saghe e romanzi d’identità: il successo di Stefania Auci e Veronica Raimo

Feb 17, 2026 #libri, #romanzi, #saggi, #storie

Se il thriller domina la tensione, la narrativa italiana di questo inizio 2026 è saldamente nelle mani delle grandi autrici. Stefania Auci continua la sua scalata alle classifiche con L’alba dei leoni (Nord), l’attesissimo prequel della saga dei Florio. Dopo aver raccontato l’ascesa e il declino della famiglia che ha fatto la storia della Sicilia, l’autrice ci riporta alle origini, nel 1772, tra le rocce di Bagnara Calabra. È un romanzo sulla determinazione e sulla fame di futuro, scritto con quella cura per il dettaglio storico che ha reso la Auci un fenomeno editoriale internazionale. La sua capacità di trasformare l’archivio in epica familiare resta insuperata.

Di segno opposto, ma altrettanto potente, è l’uscita di Non scrivere di me (Einaudi) di Veronica Raimo. L’autrice, amatissima per il suo stile ironico e tagliente, torna a esplorare le dinamiche familiari e l’identità femminile. In questo libro, Raimo mette in scena un gioco di specchi tra realtà e finzione, analizzando come le persone care tendano a “appropriarsi” delle nostre storie. È una narrazione intima, a tratti feroce, che smonta i cliché del sentimentalismo con una lucidità disarmante. Accanto a lei, segnaliamo il ritorno di Luca Bianchini con Le ragazze di Tunisi (Mondadori), un romanzo corale e colorato che mescola ricordi familiari e leggerezza, confermando la vitalità della nostra narrativa contemporanea.

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