Il mondo è col fiato sospeso per l’operazione militare lanciata nella notte tra venerdì e sabato. Forze statunitensi e israeliane hanno colpito obiettivi strategici in Iran, descrivendo l’azione come il culmine di mesi di pianificazione. Le analisi odierne (come quella di Nicola Pedde per la RSI) suggeriscono che l’obiettivo non sia solo il depotenziamento militare, ma un vero e proprio tentativo di “regime change”. Teheran ha risposto immediatamente annunciando la chiusura dello Stretto di Hormuz, mossa che rischia di paralizzare le rotte energetiche mondiali.
Economia: Mercati e Petrolio sotto shock
L’escalation mediorientale ha “terremotato” le previsioni economiche della settimana. Con la chiusura di Hormuz, il prezzo del petrolio (Brent) corre verso i 100 dollari al barile, spingendo l’OpecPlus ad anticipare le riunioni d’emergenza. Nonostante i buoni risultati trimestrali di colossi tecnologici come Nvidia, l’incertezza bellica sta dominando gli scambi, con gli analisti che prevedono una volatilità estrema per l’apertura dei mercati di lunedì.