• 7 Aprile 2026

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Corruzione negli appalti pubblici a Crotone: perquisizioni in Provincia e Comune, 20 indagati e sequestro di società e beni

Mar 31, 2026 #cronaca

Un’operazione ampia, articolata e ad alto impatto quella condotta nelle prime ore della mattina dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Crotone, che ha acceso i riflettori su un presunto sistema illecito nella gestione degli appalti pubblici.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, sono state eseguite 16 perquisizioni – anche di natura informatica – presso la Provincia, il Comune, studi professionali e abitazioni private. Contestualmente, notificati 20 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati.

Il sistema: affidamenti pilotati e denaro pubblico drenato

Secondo quanto emerso dalle indagini, i finanzieri avrebbero individuato un “sistema strutturato e consolidato” finalizzato a orientare affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali in violazione dei principi cardine della normativa sugli appalti: rotazione, imparzialità e trasparenza.

Al centro dell’inchiesta, un presunto circuito corruttivo che coinvolgerebbe funzionari pubblici e professionisti, attivi da anni in un meccanismo organizzato capace di pilotare incarichi e consulenze. Il danno per le casse pubbliche è stato quantificato in circa 400 mila euro.

Le accuse: corruzione, falso e truffa allo Stato

Le ipotesi di reato contestate sono particolarmente gravi: si va dalla corruzione al falso ideologico in atto pubblico, dalla frode nelle pubbliche forniture alla truffa aggravata ai danni dello Stato.

Parte delle somme illecitamente sottratte, secondo gli inquirenti, sarebbe confluita su conti correnti personali di un funzionario pubblico, per poi essere utilizzata per spese private: acquisto di autoveicoli, viaggi, polizze assicurative, spese di rappresentanza e prelievi in contante.

Il resto delle risorse sarebbe rimasto nella disponibilità dei professionisti coinvolti, secondo un sistema di ripartizione concordato, giustificato formalmente da fatturazioni per consulenze.

Sequestri e sviluppi investigativi

Nel corso dell’operazione è stato disposto anche un sequestro preventivo d’urgenza che ha riguardato cinque società – due delle quali con sede in Emilia-Romagna – oltre a immobili, disponibilità finanziarie e autoveicoli.

Un intervento che punta a interrompere immediatamente i flussi economici ritenuti illeciti e a preservare le prove nell’ambito di un’indagine che si preannuncia complessa e destinata a ulteriori sviluppi.

Legalità ed economia: il nodo centrale

L’operazione conferma, sottolineano gli investigatori, il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione. Un fronte decisivo non solo sul piano giudiziario, ma anche economico: colpire i circuiti illegali significa infatti tutelare la concorrenza, sostenere le imprese sane e ridurre lo spreco di risorse pubbliche.

L’intera vicenda si colloca nella fase delle indagini preliminari: per tutti gli indagati vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.