
La Calabria torna a fare i conti con l’incubo dell’acqua. Piogge incessanti, terreno saturo, fiumi sotto pressione. Dalla Sibaritide al Reggino, passando per Vibonese e Catanzarese, è una giornata di massima allerta su più fronti. Il dato più impressionante arriva da Cassano allo Ionio, dove sono state evacuate circa 700 persone a scopo precauzionale per l’innalzamento del livello del fiume Crati, ormai giunto alla soglia d’allarme.
Il territorio, già duramente colpito dalle perturbazioni delle scorse settimane, si trova ora a fronteggiare un nuovo peggioramento che mette sotto stress argini, infrastrutture e centri abitati.
Il Crati osservato speciale, crescono i Laghi di Sibari
Il grande sorvegliato è il Crati, il fiume più lungo della regione, che attraversa un bacino idrografico vastissimo. Le precipitazioni continue delle ultime 48 ore hanno fatto salire rapidamente il livello dell’acqua, costringendo le autorità locali ad attivare i piani di protezione civile.
Preoccupa anche la situazione ai Laghi di Sibari, dove il livello delle acque è in costante aumento. In un’area caratterizzata da una forte urbanizzazione turistica e da una morfologia delicata, ogni incremento rappresenta un potenziale fattore di rischio per abitazioni e strutture.
A Cassano, l’evacuazione ha riguardato in particolare piani terra e abitazioni nelle zone più esposte al rischio esondazione. Una misura cautelativa, ma necessaria, per evitare che l’emergenza si trasformi in tragedia.
Sgomberi a Corigliano-Rossano, frana a Belvedere
Non meno critica la situazione a Corigliano-Rossano, dove il Comune ha disposto l’abbandono delle case nella zona di Apollinara. Anche qui il timore è legato alla combinazione tra terreni saturi e corsi d’acqua in piena.
Sulla fascia tirrenica, a Belvedere Marittimo, una frana minaccia gli abitati delle aree interne. Il dissesto idrogeologico, che da anni rappresenta una delle principali vulnerabilità strutturali del territorio calabrese, torna a manifestarsi con tutta la sua forza. Smottamenti e movimenti franosi si stanno verificando in più punti, alimentati da settimane di piogge quasi ininterrotte.
Criticità diffuse anche nel Vibonese e nel Catanzarese, dove si registrano allagamenti, interruzioni della viabilità secondaria e interventi continui di vigili del fuoco e volontari della protezione civile.
Un territorio fragile, tra emergenza e ristori
La nuova ondata di maltempo si inserisce in un contesto già segnato da danni ingenti. Strade compromesse, coltivazioni allagate, attività economiche in difficoltà. Una ferita che si somma a quelle ancora aperte delle precedenti perturbazioni.
Domani il Consiglio dei ministri affronterà il dossier Calabria con l’obiettivo di varare i primi ristori per i territori colpiti. Si tratterà di un primo passo, ma la questione resta strutturale: la fragilità idrogeologica della regione richiede interventi di prevenzione, manutenzione degli alvei, consolidamento dei versanti e pianificazione urbanistica rigorosa.
Intanto, l’attenzione resta altissima. Le prossime ore saranno decisive per capire se il livello del Crati e degli altri corsi d’acqua tornerà sotto la soglia critica o se l’emergenza si aggraverà ulteriormente.
In Calabria, ancora una volta, la battaglia è contro l’acqua. E contro il tempo.