• 7 Aprile 2026

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Calabria, maxi sequestro da 3,8mln: smantellata operazione “ombra” tra fallimenti pilotati e società fantasma

Mar 27, 2026 #cronaca

Un’operazione chirurgica, costruita passo dopo passo nel cuore dell’economia sommersa, e infine disarticolata dalla Guardia di Finanza. A Vibo Valentia scatta un maxi sequestro preventivo da quasi 3,8 milioni di euro nei confronti di due amministratori di società, finiti sotto la lente della magistratura per gravi ipotesi di bancarotta e violazioni fiscali.

Il provvedimento, disposto dal G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura guidata dal procuratore Camillo Falvo, ha colpito un intero compendio aziendale e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati, ritenuti – allo stato delle indagini – protagonisti di una sofisticata operazione di svuotamento patrimoniale. 

Al centro dell’inchiesta, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, un meccanismo tanto noto quanto insidioso: il trasferimento degli asset di una società destinata al fallimento verso una “NewCo”, creata ad hoc e riconducibile agli stessi soggetti. Una manovra priva di reale giustificazione economica e, soprattutto, senza adeguata contropartita.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’obiettivo era chiaro: sottrarre beni e risorse alla garanzia dei creditori, svuotando di fatto la società originaria e lasciando dietro di sé un guscio vuoto, incapace di rispondere alle obbligazioni contratte. Un danno diretto non solo per chi vantava crediti, ma per l’intero sistema economico, alterato da pratiche distorsive e sleali.

Nel quadro investigativo emergono anche ulteriori irregolarità: l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2022 e l’occultamento delle scritture contabili, elementi che rafforzano il sospetto di una gestione opaca e finalizzata a eludere i controlli fiscali. 

L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di contrasto agli illeciti economico-finanziari, ambito in cui la Guardia di Finanza continua a svolgere un ruolo centrale. Non si tratta soltanto di recuperare risorse o reprimere reati, ma di ristabilire condizioni di equità nel mercato, proteggere gli operatori onesti e garantire la fiducia nel sistema economico.

Un’azione sinergica, quella tra Fiamme Gialle e Autorità giudiziaria, che ancora una volta dimostra come il presidio della legalità passi anche – e soprattutto – attraverso il controllo rigoroso dei flussi finanziari e delle dinamiche societarie.

Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: le responsabilità degli indagati saranno accertate solo all’esito definitivo del procedimento penale. Ma il segnale è netto. Lo Stato c’è, e quando si tratta di difendere l’economia sana, non arretra di un passo.