• 6 Aprile 2026

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Calabria, il prezzo del gasolio più salato d’Italia: famiglie e imprese sotto schiaffo

Mar 15, 2026 #cronaca, #news

In una regione già alle prese con crisi economiche croniche, la Calabria si aggiudica un primato amaro: il gasolio più caro d’Italia. Secondo i dati del Ministero della Transizione Ecologica aggiornati al 14 marzo, il prezzo medio del gasolio per autotrazione ha toccato i 1,89 € al litro nelle pompe calabresi, superando di netto la media nazionale di 1,76 € e picchiando province come Vibo Valentia (1,92 €) e Crotone (1,90 €). Un salasso che colpisce pendolari, agricoltori e autotrasportatori, in un Mezzogiorno dove il reddito medio è il 25% sotto la media italiana (dati Istat 2025).

Il fenomeno non è un fulmine a ciel sereno. La Calabria paga il fio di una dipendenza cronica dai trasporti su gomma – con il 70% delle merci che viaggia su strada, contro il 55% al Nord (fonte: Unioncamere Calabria) – aggravata da autostrade obsolete e porti sottoutilizzati come quello di Gioia Tauro, che gestisce solo il 40% della sua capacità potenziale. A questo si somma la volatilità dei mercati energetici post-crisi ucraina: il Brent si attesta a 82 dollari al barile, ma in Calabria i margini di distribuzione schizzano al 12% contro l’8% nazionale, secondo l’osservatorio Staffetta Quotidiana. “È un furto legalizzato”, tuona Giovanni Santelli, presidente della Cna Calabria, che stima in 150 milioni di euro l’anno il costo extra per le PMI locali.

Le voci dal territorio sono un coro di rabbia. A Reggio Calabria, il camionista Pasquale Russo, 52 anni, confessa: “Faccio 200 km al giorno per consegnare ortaggi, e il pieno mi costa 180 euro. Con il gasolio a questi prezzi, o chiudo o alzo i listini, ma chi me li paga?”. 

Stessa musica nelle campagne cosentine, dove gli agricoltori di Cosenza bruciano 500 litri a settimana per trattori e irrigazione. “Siamo al collasso – spiega Maria Greco, di Coldiretti Calabria – il gasolio incide per il 30% sui costi di produzione, e con la siccità del 2025 persa già il 15% del raccolto”.

La politica? Silenziosa. La Regione Calabria, guidata dalla giunta Occhiuto, ha stanziato solo 10 milioni per sussidi ai trasporti nel bilancio 2026, una goccia nel mare rispetto ai 500 milioni chiesti dalle categorie. Intanto, il governo nazionale promette un taglio delle accise di 5 centesimi, ma l’effetto in Calabria potrebbe svanire per i rincari locali. 

Esperti come l’economista reggino Antonio Scalzo puntano il dito: “Serve un intervento strutturale: incentivi fiscali differenziati per il Sud e investimenti in ferrovie merci, altrimenti la Calabria resta ostaggio dei petrolieri”.

Mentre i prezzi salgono, le proteste ribollono. Sabato prossimo, a Lamezia Terme, un corteo di autotrasportatori bloccherà l’autostrada A2. La Calabria non può più permettersi questo lusso amaro: il gasolio non è solo carburante, è il motore di un’economia fragile.