Un rapporto pubblicato oggi dalla Fondazione Fiba di First Cisl delinea un quadro allarmante per la Calabria: tre comuni su quattro sono ormai privi di sportelli bancari. La regione si conferma maglia nera in Italia per l’accesso ai servizi finanziari diretti, un fenomeno che colpisce duramente soprattutto le aree interne e la popolazione anziana. La chiusura sistematica delle filiali sta trasformando vasti territori in veri e propri “deserti creditizi”, dove per effettuare una semplice operazione allo sportello i cittadini sono costretti a percorrere decine di chilometri.
Questa ritirata dei grandi istituti di credito non rappresenta solo un disagio logistico, ma un serio ostacolo allo sviluppo economico locale. Senza presidi bancari fisici, le piccole imprese faticano ad accedere ai finanziamenti e il rischio è che il vuoto lasciato dallo Stato e dalle banche venga colmato da circuiti di credito illegale o usura, particolarmente insidiosi in un contesto sociale già fragile. I sindacati e le associazioni di categoria chiedono un intervento urgente della Regione e del Governo per incentivare il mantenimento dei servizi essenziali, proponendo modelli di “banca di prossimità” o accordi con gli uffici postali per garantire che la digitalizzazione non diventi un pretesto per abbandonare definitivamente i territori periferici della Calabria.