(Adnkronos) – Il lancio della campagna nazionale di ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali), avvenuto presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha segnato il debutto operativo del “Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto”. Questo documento è uno strumento dinamico concepito per uniformare i criteri di intervento su tutto il territorio nazionale, superando la storica frammentarietà che ha spesso caratterizzato le manutenzioni post-evento. L’innovazione tecnologica si pone come pilastro fondamentale di questo nuovo corso attraverso l'adozione di criteri data-driven che trasformano la vigilanza in una funzione predittiva. Attraverso l'uso di modelli scientifici avanzati e l'analisi sistematica dei dati, l'Agenzia mira a colmare il divario metodologico tra i grandi gestori nazionali e i piccoli enti locali. Domenico Capomolla, Direttore di ANSFISA, ha evidenziato come l'analisi dei flussi informativi rappresenti il primo baluardo per la sicurezza dichiarando: “la nostra missione è spostare l'asse dalla gestione dell'evento critico alla prevenzione strutturata e questo intento passa anche da incontri come questo. La sicurezza delle infrastrutture oggi si basa infatti su una conoscenza profonda delle interazioni tra l'opera e il territorio. Solo attraverso un approccio tecnico-scientifico condiviso e un monitoraggio costante possiamo garantire standard di protezione elevati e duraturi su tutta la rete nazionale.” L'integrazione tra la rete infrastrutturale calabrese e i grandi progetti nazionali, come il Ponte sullo Stretto, richiede standard di resilienza all'avanguardia per supportare la crescita del Mezzogiorno nel contesto europeo. Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha ribadito che garantire collegamenti sicuri significa dare concretezza a una strategia nazionale ambiziosa che mette il Mezzogiorno al centro dell'agenda europea. In questo scenario, il Libro Bianco funge da ponte tra la ricerca scientifica e la prassi operativa per i professionisti del settore. Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo, ha sottolineato il valore di questo metodo precisando: “il Libro Bianco rappresenta una sintesi d'eccellenza tra il mondo della ricerca e quello delle istituzioni. Portare questo documento nei territori significa tradurre la teoria in prassi operativa per i geologi, gli ingegneri e i gestori che ogni giorno operano sul campo. Con ANSFISA consolidiamo un metodo di lavoro che mette finalmente a sistema le migliori competenze tecniche per una gestione del rischio all'avanguardia.” Il coinvolgimento di attori come ANCI, la società Stretto di Messina S.p.A. e l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Meridionale conferma la volontà di creare un ecosistema di manutenzione programmata che trasformi la fragilità del suolo in un'occasione per realizzare infrastrutture di nuova generazione. La collaborazione tra le istituzioni e gli ordini professionali è considerata l'unica via percorribile per uscire dall'isolamento e proteggere le arterie vitali del Paese. Il Tavolo Tecnico operativo ha permesso di scendere nel dettaglio dei modelli di monitoraggio e delle migliori pratiche di prevenzione, definendo standard che verranno esportati in tutto il territorio nazionale attraverso i prossimi appuntamenti regionali previsti per l’anno in corso.
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ANSFISA, Piano Nazionale Sicurezza Infrastrutture 2026